Zoom: Jonathan Pieroni

Pieroni, Fulvius

È con grande piacere che, oggi, vi proponiamo l’intervista a Jonathan Pieroni, uomo squadra e giocatore insostituibile della Fulvius, formazione che milita nel Girone M di Seconda Categoria. Dopo una prima parte di campionato non del tutto convincente, Jonathan e compagni, alla ripresa, tenteranno la difficile risalita verso i playoff.

-A che età hai iniziato a giocare?

Sei anni.

-Idolo?

Van Basten.

-Squadra del cuore?

Milan.

-Ruolo?

In carriera li ho fatti praticamente tutti, quello in cui mi trovo meglio è l’esterno offensivo.

-Squadra in cui sei cresciuto?

Nella Fulvius dai 6 ai 13 anni ed Alessandria fino ai 18.

-Sport preferito oltre al calcio?

Solo il calcio, ma in Tv li guardo tutti.

-Pregio?

Sarei capace a passare tutta la mi vita in uno spogliatoio di calcio, non mi stuferei mai.

-Difetto?

Purtroppo non vado d’accordo con gli arbitri, ma ora, a 40 anni, sono maturato (ride, ndr).

-Persona a cui devi di più nel mondo del calcio?

In particolare, devo ringraziare Marcello Sciacca: è stata la persona più vera che io abbia mai conosciuto, grande giocatore, grande mister, grande uomo.

-Ricordo migliore della tua carriera?

Senza dubbio la convocazione, a Coverciano, alla selezione della nazionale italiana Under16.

-Gol più bello?

Gol in rovesciata, decisivo per l’1 a 0 finale, al 94esimo, nel derby a Canelli.

-Giocatore più forte con o contro cui hai giocato?

Ho giocato con tanti calciatori che hanno militato anche in serie A, ma dico Massimo Lamberti. Io e lui formavamo la coppia d’attacco al Castellazzo, nel 2003, quando vincemmo il campionato. Era impressionante.

-Obiettivo di questa stagione?

Sono i playoff, ormai lontani, ma non impossibili da raggiungere.

-Squadra avversaria che temi di più?

Temo solo noi, siamo una squadra di matti.

-Sogno nel cassetto?

Sogno nel cassetto, non prendere più cartellini rossi (ride, ndr). A parte gli scherzi, il sogno più bello sarebbe rivedere tanta passione nei giovani calciatori, come quella che avevo io da giovane e che, a 40 anni, non è ancora scomparsa.

Andrea Bottazzi

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