ESCLUSIVA: a tu per tu con...Matteo Cabella

Ecco un altro approfondimento targato IamCalcio Alessandria. Oggi vi proponiamo l’intervista al capitano dello Stazzano, squadra del Girone B di Terza Categoria, Matteo Cabella. Grazie a lui per la disponibilità.
-Matteo, parlaci un po’ di te, della tua carriera. In quali squadre hai giocato? Quali sono stati i momenti più belli? Sappiamo che per quanto riguarda il tuo ruolo in campo c’è una curiosità che ci puoi raccontare.
La mia carriera calcistica è iniziata relativamente tardi, infatti, fino a 12 anni andavo in moto, ma dai 13 ho cominciato con il calcio. È partito tutto con due brevi esperienze, prima all’Arquatese, poi alla Vignolese. Dopo l’anno con la maglia biancorossa sono andato a Villalvernia dove sono stato cinque anni e, come dicevi tu, proprio qui ho giocato in più ruoli, iniziando come portiere, ma facendo anche l’attaccante e, per un breve periodo, il libero. Sicuramente a Villalvernia ho passato i momenti più belli: quando sono arrivato ho preso praticamente subito il posto del portiere titolare, al sabato giocavo con i ragazzi della mia età e la domenica con quelli più grandi, sempre da titolare. Dopo poco tempo ho avuto la possibilità di esordire in Prima Categoria, partendo dalla panchina ed entrando nel secondo tempo, come attaccante. Sì, può sembrare strano, ma è proprio così (ride, ndr). Successivamente sono stato fermo qualche anno, prima di ricominciare dalla Pozzolese, per una stagione in Seconda Categoria. Dopodiché ho fatto due mesi a Mornese, sempre in Seconda, ma non andavo d’accordo con il mister e ho deciso di smettere ancora. Pensavo fosse definitiva la mia scelta, ma, per fortuna, mi è capitata la grande occasione di giocare a Stazzano, per la squadra del mio paese.
-Cosa si prova ad essere il capitano di una squadra rinata e partecipante da quest'anno al campionato di Terza?
È già un emozione incredibile giocare nella squadra del proprio paese, ma esserne il capitano, per me, è un sogno ed un onore ancora più grande. Fin da quando ero bambino andavo a vedere le partite dello Stazzano, ma mai più avrei pensato di far parte di questa società. La fascia ti da una carica in più, sono felicissimo di essere il capitano, questo vuol dire che il mister crede in me ed io farò tutto il possibile per non deluderlo. Peraltro voglio ringraziare davvero il mister Margutti: è stato proprio lui a contattarmi e a convincermi di venire a giocare qui. Inoltre, per me, è doveroso un ringraziamento a Filippo Giavotto, preparatore atletico e grande amico che mi sta aiutando moltissimo.
-La prima parte del campionato non si è conclusa al meglio. Vi aspettavate di più? Grazie anche a qualche innesto, pensate di poter guadagnare qualche posizione e fare bene nel girone di ritorno?
La prima parte di campionato non si è conclusa bene, ma non siamo per niente preoccupati di ciò. La società, ad inizio stagione, non ci ha chiesto nulla in particolare, solo di divertirci e di cominciare a creare un gruppo solito per gli anni che verranno, poi, ovviamente, se si vince qualche partita tanto meglio. Sì, c’è stato qualche innesto in questa sessione invernale di mercato, per la maggior parte giovani, e sono convinto che potranno darci una mano per migliorare. Già contro la Vignolese, anche se abbiamo perso 1 a 0, ho visto un’altra squadra, molto più convinta ed aggressiva e per loro, nonostante abbiano molti punti in più di noi, non è stata una passeggiata. Peraltro abbiamo giocato in dieci per la maggior parte della gara. Ritengo sia stato un buon punto d’inizio, nel girone di ritorno faremo vedere chi siamo.
-Riguardo gli obiettivi a lungo termine, dove pensate di poter arrivare?
Beh, come accennavo prima, stiamo cercando di creare un gruppo solido per gli anni a venire e, senza fretta, rimanendo con i piedi per terra e lavorando sodo sono sicuro che ci toglieremo qualche soddisfazione e porteremo in alto lo Stazzano. Inoltre, ci seguono molti tifosi, il paese è legatissimo alla squadra quindi cercheremo di dare tutto anche per loro.
-Infine, per te, cosa rappresenta il calcio in questo momento della tua vita? Hai l'ambizione di provare a scalare qualche categoria e raggiungere risultati di rilievo?
Il calcio rappresenta molto per me, innanzitutto è un momento in cui ci si può sfogare dopo il lavoro e poi stare in compagnia con gli amici sia nei momenti buoni sia in quello meno buoni, lottando insieme per la stessa maglia, da soddisfazioni. Riguardo me ed il mio futuro, sono certo di voler rimanere qui per tutto il resto della mia carriera. Due dei miei sogni erano sicuramente quelli di giocare nello Stazzano e diventarne capitano, ci sono riuscito e a me basta questo. Non mi importano né la categoria né i soldi, non mi interessa se verranno a cercarmi squadre di categorie superiori, io voglio rimanere a Stazzano fino a quando deciderò di giocare a pallone. Nessuno mi farà cambiare idea, sono e sarò fedele alla maglia del paese dove sono cresciuto.
