Zoom: Pietro Di Cristo - I AM CALCIO ALESSANDRIA


Zoom: Pietro Di Cristo

Di Cristo, Ovadese
Di Cristo, Ovadese
AlessandriaFocus

La parola a Pietro Di Cristo, promettente giovane in forza all’Ovadese, vincitrice del campionato nel Girone B di Terza Categoria. Pietro è andato a segno nella partita contro il Real Paghisano, quella che ha certificato per la formazione di mister Sciutto la promozione in Seconda Categoria. Ringraziamo Pietro per la disponibilità.

-Età?

19.

-A che età hai iniziato a giocare?

Sette anni.

-Idolo?

Marco Reus.

-Squadra del cuore?

Juventus.

-Ruolo?

Centrocampista centrale o mezzala.

-Squadra in cui sei cresciuto?

Ovada Calcio.

-Sport preferito oltre al calcio?

Gioco praticamente solo a calcio.

-Pregio?

Cerco di imparare dagli errori senza buttarmi giù di morale.

-Difetto?

Non riesco ad essere sempre lucido nelle situazioni decisive.

-Persona a cui devi di più nel mondo del calcio?

Tutti gli allenatori che ho avuto sono stati molto importanti nella mia crescita, ma direi Emiliano Repetto.

-Ricordo migliore della tua carriera?

Qualificazione ai regionali, nell'anno 2013-2014, conquistata all'ultima giornata.

-Gol più bello?

Gol più bello negli allievi contro la Castelnovese : sinistro al volo all'incrocio da fuori area.

-Giocatore più forte con o contro cui hai giocato?

Più forti con cui ho giocato direi Davide Oddone e Mattia Ferraro, contro cui ho giocato Lasalandra del Chisola.

-Che voto dai alla tua stagione?

Alla mia stagione do 6 perché potevo fare molto di più, ma c'è sempre tempo per migliorarsi.

-E a quella della tua squadra?

Alla mia squadra do un 8 perché abbiamo vinto il campionato con una giornata d’anticipo nonostante per i componenti della rosa non sia stato facile adattarsi alla Terza Categoria per via del livello molto basso.

-Dove ti vedi nella prossima stagione?

La prossima stagione si vedrà, prima penso alla maturità.

-Sogno nel cassetto?

Giocare allo Juventus Stadium, ma se devo essere più realistico direi salire sempre più in alto di categoria e togliermi qualche soddisfazione.

Andrea Bottazzi