Zoom: Lorenzo Giacobbe

Parla Lorenzo Giacobbe, interessantissimo giovane del Monferrato, autore di un’ottima stagione. La squadra ha ottenuto una tranquilla salvezza nel Girone M di Seconda Categoria. Il futuro di Lorenzo è ancora un punto interrogativo, vedremo se sarà anche lui protagonista del calciomercato. Intanto lo ringraziamo per la grande disponibilità.
-Età?
18.
-A che età hai iniziato a giocare?
Otto anni.
-Idolo?
Paolo Maldini.
-Squadra del cuore?
Milan.
-Ruolo?
Difensore centrale o terzino.
-Squadra in cui sei cresciuto?
Orti e Monferrato.
-Sport preferito oltre al calcio?
Tennis.
-Pregio?
Tanta corsa e grinta.
-Difetto?
La poca freddezza sotto porta.
-Persona a cui devi di più nel mondo del calcio?
A livello umano, ovviamente, a mio padre il quale mi ha sempre seguito ed aiutato. Dal punto di vista calcistico direi Mirco Chilelli, il mister di quest'anno, che mi ha dato la possibilità di giocare davvero tanto e mi ha fatto crescere sotto più punti di vista.
-Ricordo più bello della tua carriera?
La vittoria contro la Don Bosco, in rimonta, 3 a 1, nella stagione scorsa. Per me quella partita ha un valore speciale perché in quei giorni era appena mancato mio nonno e volevo dedicargli una bella vittoria.
-Gol più bello?
Essendo un difensore di gol non ne ho fatti molti, però il gol più bello che mi viene in mente è stato un calcio di punizione da oltre trenta metri che si infilò sotto l'incrocio; cosa che non si è più ripetuta (ride, ndr).
-Giocatore più forte con o contro cui hai giocato?
Direi l'attaccante della Juniores del Casale Anderson. Gran bel giocatore.
-Voto alla tua stagione?
Direi un bel 7,5.
-Voto alla stagione della tua squadra?
Un bel 7. Potevamo fare meglio, però credo che, dopo la stagione fallimentare dell'anno scorso, salvarsi con così tanto tempo di anticipo non sia stata una cosa da poco.
-Dove ti vedi nella prossima stagione?
Purtroppo credo che gli studi mi allontaneranno dal mondo del calcio.
-Sogno nel cassetto?
Vincere un campionato con il Monferrato e mettere, così, a tacere un po’ di voci.
